Alba 1943

Teatro Eliseo Nuoro: 
Giovedì, 18 Maggio, 2017 - 17:30

Dal 18 maggio all’11 giugno 

ALBA 1943
20 anni di carriera di un' artista vissuta solo nella finzione cinematografica di Enrico Pau

di Stefania e Cristina Ariu
allestimento Pietro Rais
 

Le opere e i bozzetti realizzati per il film L’Accabadora dalle sorelle Ariu e ispirate al lavoro delle sorelle Coroneo

Lo studio di Alba è uno dei luoghi del mio film L’Accabadora a cui sono sentimentalmente più legato. Alba è la contrazione di Albina, che era il nome di una delle due sorelle Coroneo, l’altra era Giuseppina,  due artiste cagliaritane che lasciarono con le  loro opere un segno profondo sulla storia dell’arte della nostra isola, opere  che affascinarono artisti importanti, cito per tutti Giò Ponti,  e misero insieme l’eleganza della forma,  che rimodulava  con  un’idea originalissima certi motivi della tradizione,  e insieme  la memoria della guerra, dei bombardamenti che devastarono la nostra città. Una “ferita” che segnò profondamente la loro vita di artiste appartate, e che segnò le  loro ultime  opere: lancinanti e piccole statuine di legno e tessuto piegate dal dolore e dalla solitudine. Nello studio di Alba dovevano esserci, nell’idea mia e della sceneggiatrice Antonia Iaccarino, una sintesi dei tanti motivi pittorici ed estetici che hanno influenzato il film e  ne hanno segnato la genesi. Nello studio di Alba ho voluto segnalare tutta la mia passione per i grandi pittori sardi del passato, per l’eleganza delle loro sperimentazioni nel campo delle arti applicate, per un luminismo che rivelava e fissava nei loro quadri una Sardegna più sognata che reale. 
Cristina e Stefania Ariu sono anche loro due sorelle,  ed  è una singolare coincidenza. Mi sono avvicinato al loro studio grazie a Pietro Rais, primo assistente dello scenografo de L’Accabadora Marco Dentici, che mi ha segnalato la potenza e  l’originalità del loro segno che si rivela in tante opere dove danno forma a un materiale nobile come l’argilla, che vive poi la sua metamorfosi nella ceramica. Dal nostro primo incontro sono nate tante suggestioni, è stato un lavoro affascinante: provare a  ricostruire lo studio di un’artista cagliaritana degli anni quaranta. Loro hanno riletto certi motivi e le ragioni, anche quelle più drammatiche, dell’arte delle sorelle Coroneo, ma non solo, hanno reinventato un universo di segni che contengono e propongono una sintesi di certe forme plastiche, dei cromatismi, degli stili di tanti magnifici artisti che in quegli anni operavano in città e nell’isola, una fioritura di talenti forse irripetibile. Lo hanno fatto con grande originalità, come in passato facevano certi poeti che fra loro si citavano, prendevano un verso, lo plasmavano, lo rimodellavano, lo rendevano loro,  più nuovo, diverso, ma in fondo simile.

(Enrico Pau)

La mostra ALBA 1943 è inserita nel focus "produzioni fresche di Sardegna" di TENCINEMA e verrà inaugurata il 18 maggio in occasione della proiezione del film L'ACCABADORA di Enrico Pau

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